martedì 30 settembre 2008

ILLUMINISMO E RELIGIONE


I tre impostori
Così definiti Mosè, Cristo e Maometto nella Francia illuminista, poiché età dei lumi, periodo storico che mise in polemica tutti i tipi di religioni, ammetteva la possibilità della religione solo nella forma del deismo.

Le motivazioni teoriche e pratiche della crisi illuministica della religione
Tutto ciò deriva da una mentalità razionalistica, la quale non riconosceva altro criterio di verità all’infuori della ragione e dell’esperienza, discutendo i dogmi come credenze anti-razionali.
Gli illuministi ritenevano che le varie religioni della storia avessero contribuito a mantenere i popoli nell’ignoranza, ostacolando il progresso; essendo convinti che la ragione vuole la felicità, reputavano la religione come un imbroglio, la quale intristiva l’umanità.

La vicenda dei Manoscritti clandestini
The Clandestine Orgnization and Diffusion of Philosophy Ideas in France from 1700 to 1750.
È una raccolta delle critichealle religioni positiviste, proibita la circolazione di questi manoscritti, riuscirono a sopravvivere clandestinamente e pubblicati con l’interessamento di Voltaire solo in seguito.

L’indirizzo deista
Il deismo crede in una religiosità naturale e immutabile, laica e razionalistica, la quale tende a concretizzarsi in un’ etica universale.
Questa forma di religione risulta l’unica in grado di garantire l’autonomia dell’umano e la realtà di una Mente superiore.

L’indirizzo ateo
- Jean Meslier
Sacerdote che ebbe una crisi interore che lo potò dal cristianesimo al materialismo. Scisse tre manoscritti clandestini di 366 fogli nei quali diede un’interpretazione politica del fatto religioso
- Barone d’Holbach
Fu il maggior filosofo del materialismo francese. Egli affermava che la corrente atea ritenesse la religione come un fenomeno patologico e irrazionale, la quale sorgesse dalla paura e non dall’intelletto. Egli diede un’interpretazione antropologica e psicologica della religione. Convinto sostenitore dell’ateismo, considerava questo come una scuola di vita e una condizione indispensabile per fondare una società migliore.

L’ideale della tolleranza
Gli illuministi hanno difeso la possibilità teorica e pratica di professare qualsiasi tipo di credo religioso.
L’illuminismo è andato a beneficio del progresso civile e delle chiese stesse, infatti ha riconosciuto a tutte uguale esistenza

domenica 7 ottobre 2007

LE RANOCCHIE NELLA PANNA(da Lascia che ti racconti di J. Bucay)
C’erano una volta due ranocchie che caddero in un recipiente di panna.Si resero subito conto che sarebbero annegate era impossibile rimanere a galla per tanto tempo in quella massa densa come le sabbie mobili. All’inizio le due rana
e si misero a sgambettare nel tentativo i raggiungere il bordo del recipiente. Ma era inutile; riuscivano soltanto a sguazzare sul posto e ad affondare. Diventava sempre più difficile risalire e respirare.
Una di loro disse ad alta voce: “Non ce la faccio più. E’ impossibile uscire di qui. Non si può nuotare in mezzo a questa roba viscida. E dato che devo morire, non vedo perché prolungare la mia sofferenza. Non riesco proprio a capire che senso abbia morire di sfinimento per uno sforzo inutile.Detto questo smise di scalciare e affondò rapidamente, inghiottita dal denso liquido biancastro.
L’altra rana, più costante o forse più cocciuta disse fra sé: “Non c’è verso di salvarsi!! Non si può fare nulla per andare avanti in mezzo a sta roba … eppure. Anche se la morte si avvicina preferisco lottare fino all’ultimo respiro: non voglio morire neanche un secondo prima che sia giunta la mia ora”. Continuò a sguazzare sempre sul posto, senza muoversi di un millimetro, per ore e ore.
E a un tratto, con tutto quello zampettare e ancheggiare, agitare e tirar calci, la panna si trasformò in burro. Meravigliata la ranocchia spiccò un salto e pattinando raggiunse il bordo del recipiente. Lo scavalcò e se ne ritornò a casa gracidando allegramente.

martedì 25 settembre 2007

UNA TAZZA DI THE'
Un filososo si recò un giorno da un maestro zen e dichiarò:"Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi"."Posso offrirti una tazza di tè?" gli domandò il maestro. E cominciò a versare il te da una teiera. Qunado la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò."Ma che fai?" sbottò il filosofo. "Non vedi che la tazza è piena?""Come questa tazza" disse il maestro "anche la tua mente troppo pienadi opinioni e congetture perchè le si possa versare dentro qualcos'altro...come posso spiegarti lo Zen se prima non vuoti la tua tazza di te?"